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    <title>2296648</title>
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      <title>Donna e Carenza Vitamina D</title>
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      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h1&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Donna e Carenza Vitamina D: Alimentazione
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h1&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/318a8c06/dms3rep/multi/dieta+e+carenza+vitamina+d.JPG" alt="Una donna dagli occhi azzurri si tocca il viso con la mano."/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La vitamina D svolge un ruolo biologico principale nell’omeostasi del calcio e del fosforo e promuove la mineralizzazione dell’osso contribuendo al mantenimento della salute dell’apparato scheletrico; tuttavia recenti studi hanno rivelato un diverso range di azioni biologiche svolte dalla vitamina D: tra cui l’induzione della differenziazione cellulare, l’inibizione della crescita cellulare, l’immuno-modulazione e il controllo di altri sistemi ormonali.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Oggi la carenza di vitamina D è considerata epidemica soprattutto tra la popolazione femminile sia in età riproduttiva che non. In particolare data la complessità del metabolismo della vitamina D, la sua carenza può incidere sulla salute riproduttiva e sulla fertilità della donna. Questo perché oltre alla funzione principale relativa alla salute dell’apparato scheletrico la vitamina D svolge molti altri rucoli secondari influenzando il tasso e la capacità di fertilità femminile e maschile, influenzando l’attività delle gonadi, lo sviluppo dell’utero, della placenta e la follicogenesi.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Vitamina D: Fertilità Femminile e Riproduzione
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’associazione tra vitamina D e fertilità è stata suggerita dopo aver notato la distribuzione stagioneale del concepimento umano con tassi di picco più elevati in estate nei paesi del Nord Europa dove c’è un forte contrasto di luminosità tra le stagioni fredde e la stagione calde. La stagione potrebbe avere un impatto, non solo sulla qualità dello sperma, m anche sul tasso di ovulazione e sulla recettività endometriale. La vitamina D svolge un ruolo nella regolazione dell’attività ovarica. Infatti svolge numerosi ruoli tra cui la stimolazione della produzione di ormoni sessuali steroidei, la regolazione della produzione di gonadotropine corioniche e la regolazione della biosintesi di estrogeni.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La carenza di vitamina D potrebbe essere associata a una ridotta riserva ovarica nella donna in età riproduttiva avanzata e quindi la supplementazione potrebbe migliorare la fertilità.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Vitamina D: Fertilità Maschile e Riproduzione
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La vitamina D svolge un ruolo anche nella fertilità maschile poiché il recettore per la vitamina D (VDR) è espresso nel dotto eiaculatorio, nelle cellule germinali e negli spermatozoi. Recenti studi suggeriscono che una carenza di vitamina D possa incidere sull’attività e sulla sopravvivenza degli spermatozoi causando una riduzione del numero totale di spermatozoi, della loro capacità motile e della loro morfologia.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Vitamina D e Ciclo Mestruale
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           A metà del ciclo mestruale si osserva un incremento dei livelli di Vitamina D3 con una concentrazione raddoppiata rispetto alla concentrazione presente durante la fase follicolare. Questo correla con il picco di estrogeni endogeni. E’ stato dimostrato come donne affette da sindrome premestruale abbiamo una disregolazione del metabolismo del calcio e una carenza di Vitamina D. La supplementazione di calcio e vitamina D promuove un miglioramento dello stato di benessere in queste pazienti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Vitamina D e Sindrome dell’Ovaio Policistico (PCOS)
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Esiste una correlazione inversa tra i livelli di vitamina D e i fattori di rischio metabolici in pazienti con PCOS (insulino-resistenza, BMI, circonferenza addominale, livelli di trigliceridi, livelli di testosterone totale) e una correlazione positiva con la sensibilità insulinica. La carenza di vitamina D è stata recentemente considerata come un fattore di rischio potenziale per l’obesità in queste pazienti. La supplementazione con vitamina D in pazienti con carenza di vitamina D e PCOS potrebbe risolvere la carenza vitaminica, migliorare il BMI, migliorare la sensibilità insulinica e la fertilità della donna.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Vitamina D e Endometriosi
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            In pazienti affette da endometriosi  sono stati riscontrati livelli sierici di vitamina D3 più alti. Questo ha portato a supporre l’influenza della vitamin D sull’attività locale delle cellule immunitarie e sull’attività delle citochine che mantengono il grado di infiammazione tipico dell’endometriosi.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Prevenzione della carenza di Vitamina D e Supplementazione
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La nostra pelle è parte del sistema endocrino di biosintesi della vitamina D. Tuttavia, una serie di fattori naturali possono limitare o regolare la produzione cutanea di vitamina D quali per esempio: l’età, l’aumentata pigmentazione di melanina, la stagione e la latitudine. Oltre a un’adeguata esposizione solare l’utilizzo di cibi fortificati quali l’olio di pesce e l’olio di fegato di pesce possono essere utili ad aumentare i livelli di vitamina D. Nel caso di supplementazione la scelta di elezione per il miglioramento della carenza di vitamina D è il colecalciferolo (vitamina D3) nel dosaggio di 100 IU giornalieri per 4 mesi.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Conclusione
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Tradizionalmente la principale funzione della vitamina D è associata alla salute dell’osso e del sistema scheletrico. Oggi sappiamo che in realtà la vitamina D svolge un ruolo fondamentale anche per la salute del sistema riproduttivo femminile e anche maschile. La carenza di vitamina D oggi è praticamente presente in ogni fascia della popolazione incluse le donna in età fertile. Questa carenza nella popolazione femminile è stata associata a ridotta fertilità e aumento del rischio di sindrome dell’ovaio policistico. Molti studi dimostrano come la supplementazione di vitamina D e calcio può essere utile nel trattamento di questi stati di ipovitaminosi. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/318a8c06/dms3rep/multi/dieta+e+carenza+vitamina+d.JPG" length="15493" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 19 Apr 2022 07:11:54 GMT</pubDate>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Dieta e Menopausa</title>
      <link>https://www.poliambulatoriosanlazzaro.it/dieta-e-menopausa</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h1&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Donna e Menopausa: Alimentazione
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h1&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/318a8c06/dms3rep/multi/dieta+e+menopausa.JPG" alt="Una donna che indossa un cappello e occhiali da sole si scatta un selfie con il suo telefono."/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La menopausa è lo stato fisiologico della vita di una donna che coincide con la fine del periodo fertile e la scomparsa da almeno un anno delle mestruazioni.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In questa fase della vita della donna il cambio dell’assetto ormonale femminile e in particolar modo il calo della concentrazione degli estrogeni determinano tutta una serie di problematiche tipiche di questa fase di vista: vampate di calore, disturbi uro-genitali, dolori articolari, osteoporosi e aumentato rischio di patologie cronico-degenerative quali obesità, diabete, patologie cardiovascolari, dislipidemie, ipertensione arteriosa, tumore della mammella e progressiva riduzione delle funzionalità cognitive.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Aumento di Peso In Menopausa
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La riduzione della concentrazione di estrogeni causa una ridistribuzione del grasso corporeo. Mentre durante l’età fertile la donna ha la tendenza ad accumulare grasso in eccesso sulla parte inferiore del corpo (gambe e glutei) con una distribuzione detta “a pera” o “ginoide”, durante la menopausa la donna tende ad accumulare grasso a livello centrale (vita, addome e fianchi) con una distribuzione detta “a mela” o “androide”. Questa distribuzione del grasso è responsabile dell’aumentato rischio cardiovascolare della donna in menopausa.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La naturale tendenza ad aumentare di peso dipende, inoltre, dal rallentamento del metabolismo basale conseguente a una progressiva tendenza alla perdita di massa magra. A meno di un’attività intensa sostenuta, il fabbisogno energetico della donna in menopausa si riduce rispetto alla donna in età fertile.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Dieta in Menopausa
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le fondamenta dietetiche per la donna in menopausa si rifanno al modello della Dieta Mediterranea con un’impostazione della dieta in normo-calorica se la donna non è in sovrappeso e mantiene lo stile di vita attivo dal punto di vista dell’attività fisica oppure con una dieta leggermente ipocalorica nel caso in cui la donna sia in sovrappeso e/o svolga una vita sedentaria.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Dieta Mediterranea vuol dire preferenza di carboidrati complessi e integrali (pane, pasta e derivati con farine integrali al posto delle farine bianche raffinate), buon consumo di frutta e verdura fresca di stagione, buon apporto di proteine nobili provenienti da tagli magri di carne e pesce, consumo di latte e derivati magri, legumi, uova e frutta secca e/o olio extravergine di oliva a crudo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Integrazione in Menopausa
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per prevenire e/o contrastare l’osteoporosi a una dieta sana ed equilibrata può essere opportuno integrare con un giusto apporto di calcio e vitamina D.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/318a8c06/dms3rep/multi/dieta+e+menopausa.JPG" length="46259" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Fri, 08 Apr 2022 19:25:12 GMT</pubDate>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Donna e Allattamento</title>
      <link>https://www.poliambulatoriosanlazzaro.it/donna-e-allattamento</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h1&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Donna e Allattamento: Alimentazione
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h1&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/318a8c06/dms3rep/multi/dieta+e+allattamento.JPG" alt="Una donna allatta il suo bambino tra le braccia."/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Non c’è, per nessuna comunità, investimento migliore del mettere latte dentro i bambini.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            (Winston Churchill)
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            L’allattamento al seno costituisce il metodo migliore per garantire una sana crescita e un sano sviluppo dei neonati ed esercita un’influenza biologica ed emotiva unica sulla salute sia delle madri che dei bambini. Il latte materno è, infatti, ricco di
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           nutrienti essenziali
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            per la salute del neonato; la presenza di sostanze bioattive, inoltre, sostiene la crescita e lo sviluppo immunitario del neonato.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Benefici per il bambino:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
             Il latte materno esercita un’azione protettiva per il bambino in termini di sviluppo di infezioni (gastroenteriche e respiratorie), ma anche di allergie e eczema (dermatite atopica), di malattie croniche (es. diabete mellito, obesità, ipertensione e asma) e favorisce uno sviluppo psicomotorio ottimale.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Benefici dell’allattamento al seno per la mamma:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            L’allattamento al seno è vantaggioso anche per la mamma in quanto favorisce l’involuzione uterina post- partum e riduce il rischio di emorragie e di conseguenza il rischio di sviluppare anemia sideropenica, favorisce il recupero fisico e quindi la perdita di peso accumulato durante la gravidanza grazie all’impegno energetico richiesto dall’allattamento. Inoltre, recenti studi hanno evidenziato che l’allattamento al seno protegge la salute materna dall’insorgenza di carcinoma ovarico e mammario. Grazie al legame emotivo che l’allattamento al seno crea, inoltre, esso sembra anche ridurre il rischio di depressione materna post-partum.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Casi in cui l’allattamento al seno non è indicato:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           potenzialmente tutte le donne possono secernere latte e sono rare le cause puramente fisiopatologiche che impediscono l’allattamento al seno. Tra le controindicazioni per cause materne: positività per HIV o HTLV; HSV della mammella; chemioterapici citotossici; abuso di alcol o di droghe. Tra le controindicazioni per cause dipendenti dal bambino: galattosemia, malattia delle urine a sciroppo d’acero e fenilchetonuria.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Raccomandazioni OMS e UNICEF
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Si raccomanda di allattare in modo esclusivo per i primi sei mesi di vita del bambino e di proseguire con un’alimentazione complementare sicura e nutrizionalmente adeguata. Si può proseguire con l’allattamento complementare, a discrezione della mamma, fino al secondo anno di età e oltre.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Tipologie di latte:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il primo latte ad essere prodotto per i primi 4-5 giorni è il colostro; è un latte molto denso e concentrato, ricco di proteine, Sali minerali e anticorpi. Favorisce lo sviluppo delle difese immunitarie del bambino, consente l’ottimale sviluppo e funzionamento dell’intestino avendo un lieve effetto lassativo sul bambino favorisce il passaggio delle prime feci (meconio). Il latte di transizione è il latte prodotto dal 5-6 giorno fino al 10 giorno e ha un più alto contenuto di zuccheri (lattosio) e di grassi rispetto al colostro. Infine, il latte maturo è il latte definitivo che risulta ancora più ricco di lattosio e grassi e più povero di proteine e minerali rispetto ai latti precedenti.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Latte materno e microbiota:
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            I neonati allattati al seno hanno un microbioma intestinale dinamico e una ridotta incidenza di sviluppo di alcune patologie. Il microbiota del latte subisce delle variazioni che sono legate a vari fattori: tra cui dieta materna, genetica, differenze demografiche, salute e età gestazionale.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il latte materno nei primi giorni di vita è in grado di modulare il microbiota intestinale (vale a dire l’insieme delle specie di microrganismi che vivono nel nostro tratto intestinale) in modo da promuovere lo sviluppo del sistema immunitario e di conseguenza avere effetti sulla salute del bambino. E’ stato ampiamente dimostrato come il microbiota di bambini allattati con latte materno naturale sia ricco di Lattobacilli (“batteri buoni”) e povero di specie batteriche patogene e opportuniste. Un altro fattore determinante sullo sviluppo del microbiota è la tipologia di parto: diversi studi dimostrano che i bambini nati da parto cesareo e da mamme sottoposte a trattamento antibiotico in vista dell’intervento all’età di 6 mesi hanno una colonizzazione ritardata e una composizione del microbiota molto diversa da quella dei bambini nati da parto naturale. L’allattamento al seno è l’altro fattore più importante per la costituzione del microbiota.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Latte materno e allergie alimentari:
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Non è raccomandata l’esclusione dalla dieta di mamme sane di alimenti potenzialmente allergenici (soia, latte vaccino, uova, noccioline, pesce e crostacei) in quanto non svolge un ruolo di prevenzione in termini di sviluppo di allergie per il bambino. Al contrario, nei bambini sani gli allergeni alimentari presenti nel latte materno potrebbero aiutare a promuovere la tolleranza. L’esclusione del latte vaccino dalla dieta materna è stata associata a bassi livelli di IgA specifiche per il latte vaccino e allo sviluppo di allergia al latte vaccino nei neonati. Solo in caso di un’allergia alimentare diagnosticata , dovrebbe essere raccomandata alla mamma una dieta priva di alimenti allergizzanti (arachidi, albume e latte di mucca) che permetterebbe la regressione del quadro sintomatologico. Inoltre l’allattamento al seno, in particolare quello esclusivo, viene incluso a pieno titolo nella strategia di prevenzione delle malattie allergiche; infatti, sembra proteggere in misura diversa da eczema, rinite allergica, asma e dermatite atopica.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Dieta materna e allergia:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             Il rapporto sbilanciato tra acidi grassi polinsaturi omega 3 e omega 6 e lo scarso consumo di frutta e verdura (ricchi di antiossidanti) nella dieta materna sono fattori predisponenti per lo sviluppo di allergie nel bambino;
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il consumo di pesce durante la gravidanza e dopo la nascita durante l’allattamento è associato a una riduzione dello sviluppo di allergia nel bambino fino ai tre anni di età inclusa eczema, asma, riniti allergica e dermatite atopica;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Un buon apporto di vitamina C da frutta e verdura protettiva nei confronti dello sviluppo di dermatite atopica e eczema;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il consumo materno di olio extravergine di oliva nella dieta materna è associato alla riduzione dell’asma nei bambini nei primi anni di vita;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Fabbisogno materno: i grassi
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I grassi presenti nel latte umano derivano dalla sintesi endogena nelle ghiandole mammarie e dall’alimentazione della madre ed ambedue i processi sono influenzati dalla composizione lipidica presente nella dieta della madre Non è necessario modificare l'assunzione totale di grassi (20-35% dell’apporto energetico giornaliero) ma è importante migliorare la proporzione relativa degli acidi grassi polinsaturi. In particolare, un’adeguata assunzione di acido docosaesaenoico (DHA) è fondamentale sia per un corretto sviluppo neurologico e psicomotorio del bambino che per la salute materna (rischio di nascita precoce e depressione post partum). Si raccomanda in allattamento, cosi come in gravidanza, l’assunzione di 100-200 mg/die di DHA in più rispetto a quanto indicato per la donna adulta (LARN 2014) Consumare da 2 fino a 3-4 porzioni a settimana di pesce assicura adeguate quantità di DHA. Per ridurre il rischio di contaminanti ambientali, è preferibile consumare pesci piccoli come le sardine, le acciughe e lo sgombro.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Fabbisogno materno: le proteine
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le necessità proteiche durante l’allattamento dipendono dalla sintesi delle proteine del latte materno e di conseguenza sono proporzionali alle quantità di latte prodotto dalla nutrice. Il livello di assunzione proteica della nutrice deve essere incrementato di 21 g/die nei primi 6 mesi ( allattamento esclusivo; una stima proporzionalmente minore va fatta nel caso di allattamento complementare) e di 14 g/die successivamente se il latte materno rappresenta una sostanziale proporzione nella dieta dell’ infante.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Consigli per la mamma che allatta:
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Si consiglia alla nutrice di concentrare l’attenzione sul corretto apporto di proteine, DHA, vitamine e acqua e di bere in base al senso di sete che è maggiore soprattutto durante la poppata Si consiglia alla nutrice di consumare pasti completi (piatto sano) e bilanciati in modo da garantire il corretto apporto energetico-nutrizionale e da evitare attacchi di fame improvvisi che porterebbero a consumare «cibo spazzatura». Se necessario, si consiglia di fare uno spuntino dopo ogni poppata. Evitare il consumo di caffeina ed alcolici.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Alcuni alimenti (aglio, porro, cipolla, peperoni, carciofi, spezie, asparagi…) assunti dalla mamma possono rendere sgradito il latte al bambino Tuttavia se la mamma ha assunto regolarmente questi alimenti durante la gravidanza, le sostanze aromatiche in esse contenute sono passate nel liquido amniotico e quindi sono già state “assaggiate” dal feto che probabilmente si è abituato al loro gusto. Eventualmente evitare quegli alimenti dai sapori forti che sono una novità per il bambino e che risultino loro sgraditi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Conclusioni:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’allattamento esclusivo per i primi 6 mesi di vita rappresenta la scelta nutrizionale di elezione per la salute del neonato, ma anche della mamma. Per la nutrice aumenta il fabbisogno energetico, lipidico, proteico, di vitamine, di DHA e acqua. Una dieta corretta è indispensabile per la mamma in quanto la dieta materna influenza la composizione de latte prodotto. Va tenuto conto, inoltre, l’importanza del latte materno nella modulazione della composizione del microbiota intestinale e dello sviluppo del sistema immunitario del bambino avendo effetti a lungo termine sulla salute del bambino in termini di allergie, patologie, obesità…
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Anche dal punto di vista emotivo e psicologico l’allattamento al seno aiuta a sviluppare in senso positivo il legame tra la mamma e il bambino evitando gli effetti negativi della depressione post-partum. Allattare è un’esperienza che va oltre il significato nutrizionale rappresentando un momento di incontro e intimità tra la mamma e il bambino. Un consiglio che do a tutte le mamme è quello di non fare “diete restrittive o fai da te”, ma di seguire una dieta personalizzata ed equilibrata. Non bisogna escludere a priori nessun cibo anche perché alla nascita il bambino già conosce gli odori e i sapori di ciò che la mamma ha mangiato durante l’ultimo trimestre di gravidanza ed è importante per lui riprendere quelle abitudini!
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Mon, 04 Apr 2022 09:23:17 GMT</pubDate>
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    <item>
      <title>Dieta e Gravidanza</title>
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      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Donna e gravidanza: alimentazione
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/318a8c06/dms3rep/multi/dieta+e+gravidanza.JPG" alt="Una donna incinta è in piedi su una gamba sola in un soggiorno."/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’alimentazione materna influenza la crescita e lo sviluppo del feto.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La qualità dell’alimentazione materna
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            durante la gravidanza è uno dei fattori che può influenzare in maniera significativa la salute non solo della gestante, ma anche del feto. E’ quindi opportuno prestare attenzione all’alimentazione della futura mamma a partire dal
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           periodo pre-concezionale
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            , quindi prima del concepimento, fino a tutto il
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           periodo della gravidanza
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            e successivamente fino al
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           periodo dell’allattamento
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            . Si tratta di tre fasi della vita della donna (periodo pre-concezionale, gravidanza e allattamento) in cui cambia non solo il
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           fabbisogno energetico
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            (quindi le energie totali di cui la donna ha bisogno), ma anche il
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           fabbisogno dei macro e micronutrienti
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            (carboidrati, proteine, grassi, vitamine e Sali minerali).
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Nel corso della gestazione l’organismo materno deve andare incontro a una serie di
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            adattamenti fisiologici
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            (endocrino-metabolici, cardiologici, renali, ematici, immunitari) indispensabili per il buon esito della gravidanza. Un’alimentazione corretta è uno dei determinanti a essere coinvolti poiché è indispensabile a garantire
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           il benessere materno e fetale
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            . Una dieta corretta è lo strumento necessario per soddisfare le richieste energetiche materne e per fornire al feto i substrati necessari ala sua crescita.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’aumento di peso della donna in gravidanza dipende dall’indicatore di massa corporea (BMI) pre-gravidico.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           A seconda dello stato nutrizionale pre-concezionale l’aumento di peso (incremento ponderale) raccomandato per la donna in gravidanza è variabile:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Donna sottopeso
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             (BMI pregravidico &amp;lt; 18.5): aumento di 12,5 -18 kg.
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Donna normopeso
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             (BMI pregravidico 18.5 – 24.9): aumento di 11,5 -16 kg.
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             Donna sovrappeso
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            (BMI pregravidico 25-29.9): aumento di 7-11,5 kg.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Donna obesa
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             (BMI pregravidico &amp;gt; 30): aumento di 5-9 kg.
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Raccomandazioni IOM (Institute of Medicine) 2009
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Evitare un eccessivo aumento di peso durante la gravidanza è fondamentale per
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           prevenire il sovrappeso e l’obesità materna
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ; la gravidanza è infatti un fattore di rischio per lo sviluppo di sovrappeso e l’incremento di peso durante la gestazione è il fattore più importante nel determinare il mancano ripristino del peso pregravidico.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Aumento di peso in gravidanza varia a seconda del trimestre.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            L’incremento di peso deve comunque essere
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           graduale
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            durante la gestazione e in particolare è minimo nel primo trimestre (circa 1,5 kg) mentre aumenta nel secondo e terzo trimestre.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Da cosa è determinato l’incremento di peso materno:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ghiandola mammaria (0,7-1,4 kg)
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            aumento dell’utero (1,1 kg)
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            peso del feto (3,2 -3,4 kg)
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            sviluppo della placenta (0,5 -0,7 kg)
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             aumento del liquido amniotico (0,9 kg)
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Fabbisogno energetico in gravidanza varia a seconda del trimestre e della condizione della donna.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Una corretta alimentazione è condizione indispensabile per garantire un buon esito della gravidanza, essendo la dieta, lo strumento necessario per soddisfare le richieste energetiche materne e fornire al feto i nutrienti necessari per lo sviluppo. Il
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           fabbisogno energetico nel primo trimestre
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            , purché la donna abbia riserve energetiche sufficienti,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           non ha bisogno di essere aumentato
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            mentre il supplemento energetico giornaliero consigliato nel
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           secondo e terzo trimestre è di 365 kcal/die
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            se la donna è sotto-peso,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           300 kcal/die
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            se la donna è normopeso e
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           200 kcal/die
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            se è in sovrappeso.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Apporto di carboidrati
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Devono rappresentare il 45-60% delle calorie totali preferendo carboidrati complessi e ricchi di fibre alimentare e limitando l’assunzione di zuccheri semplici. E’ consigliato il consumo di cereali integrali, legumi, frutta, verdura per aumentare l’apporto di fibra, vitamine e oligoelementi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Apporto di grassi
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            I grassi dovrebbero rappresentare il 20-35% dell’energia totale. Va promosso il consumo di acidi grassi essenziali omega 3 (pesce e grassi vegetali) e omega 6. E’ consigliato il consumo di 1-2 porzioni alla settimana di pesce grasso come sgombro e salmone.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Apporto di proteine
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il fabbisogno proteico in gravidanza aumenta in maniera progressiva per far fronte non solo alla crescita e sviluppo del feto, ma anche dei tessuti materni e del volume plasmatico. Una buona parte di questo apporto dovrebbe derivare da proteine ad alto valore biologico come carne bianca, pesce, latte e yogurt e uova.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ferro
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Durante la gravidanza il fabbisogno di ferro aumento per cui è importante che a donna assuma alimenti ricchi in ferro (carne magra, pesce, pollame e cereali) e contemporaneamente assuma una fonte di vitamina C per aumentarne la biodisponibilità. Per questa ragione si suggerisce di aggiungere una spruzzata di limone, ricco di vitamina C, alla carne.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Calcio
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Anche il fabbisogno di calcio aumenta in gravidanza per far fronte alla calcificazione del tessuto osseo fetale.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Acido folico
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’acido folico svolge un ruolo protettivo nei confronti dello sviluppo di difetti congeniti, in particolare danni a carico del tubo neurale. Si consiglia sempre la supplementazione con acido folico a partire dal periodo pre-gravidico.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Rischi legati a particolari alimenti: metilmercurio e diossine nel pesce
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nonostante le raccomandazioni nutrizionali suggeriscono il consumo di pesce grasso una o due volte alla settimana anche per le donne in gravidanza il pesce può favorire in modo significativo l’esposizione ad alcuni contaminanti quali metilmercurio e diossine. La concentrazione di questi contaminanti è maggiore nei pesci grassi come il salmone e le aringhe. Un’assunzione elevata di queste varietà di pesce espone al rischio di superare la dose settimanale tollerabile provvisoria di metilmercurio; t
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           uttavia le gestanti che consumano fino a 2 porzioni a settimana di pesce alla settimana difficilmente superano questa dose.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Malattie infettive legate agli alimenti
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il rischio di contrarre malattie infettive legate agli alimenti è legato alla toxoplasmosi, listeriosi e brucellosi. Una buona igiene legata alla conservazione e preparazione degli alimenti risulta quindi fondamentale. In particolare:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           -       Buona igiene delle mani prima di mangiare e cucinare;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           -       Consumo di carne, pesce e uova solo ben cotti;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           -       Evitare latte e latticini da latte non pastorizzato;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           -       Accurato lavaggio di frutta e verdura.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/318a8c06/dms3rep/multi/pexels-photo-3639990-5290d2d8.jpeg" length="1435687" type="image/png" />
      <pubDate>Fri, 25 Mar 2022 13:55:46 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/318a8c06/dms3rep/multi/pexels-photo-3639990-5290d2d8.jpeg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Dieta della fertilità</title>
      <link>https://www.poliambulatoriosanlazzaro.it/dieta-della-fertilita</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Dieta della fertilità
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha definito
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           l’infertilità
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            come l’incapacità di ottenere una gravidanza clinica dopo un periodo di rapporti non protetti uguale o superiore a 12/24 mesi. Problemi relativi alla fertilità possono riscontrarsi sia negli uomini che nelle donne e in Italia presentano un’incidenza di circa il 15-20% delle coppie nel mondo.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’infertilità femminile
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            dipende da problematiche relative all’apparato riproduttivo femminile come per esempio danni alle Tube di Falloppio e patologie quali la sindrome dell’ovaio policistico e l’endometriosi. A queste patologie si aggiungono altri fattori che possono concorrere all’infertilità femminile tra cui: l’età, che porta a un calo fisiologico della riserva ovarica e il peso corporeo, sia in eccesso che in difetto, lo stile di vita e quindi l’uso o abuso di fumo, sostanze stupefacenti e alcolici e il livello di attività fisica. Infine, esiste una casistica di donne con infertilità idiopatica il cui mancato concepimento non è attribuibile a cause note.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Numerosi studi epidemiologici condotti negli ultimi anni sono concordi nel ritenere che
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           un’alimentazione bilanciata e sana
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            può essere un fattore su cui agire per aumentare le probabilità di concepimento agendo sia sull’infertilità maschile che femminile. In particolare, nei soggetti in sovrappeso o obesità non solo il calo ponderale, ma anche il miglioramento della qualità nutrizionale è utile al fine di migliorare le probabilità di concepimento.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Esiste una
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “dieta pro-fertilità”
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ? Non esattamente, ma esistono degli accorgimenti dietetici a cui far riferimento in caso di problemi di fertilità sia maschili che femminili utili a migliorare non solo lo stile di vita ma anche ad aumentare le probabilità di buona riuscita delle tecniche PMA, procreazione medicalmente assistita.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Ruolo dei carboidrati:
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            i carboidrati sono un macronutriente indispensabile per la produzione di energia. Essi influenzano il metabolismo del glucosio e la sensibilità insulinica agendo quindi a livello ormonale sugli androgeni e sulla funzione ovarica. Un consumo eccessivo di carboidrati agisce negativamente sulla funzionalità ovarica. Nelle donne con problematiche di infertilità dovute alla sindrome dell’ovaio policistico e a insulino-resistenza è opportuno non solo ridurre e adeguare l’apporto giornaliero di carboidrati totali al fabbisogno energetico del soggetto, ma anche prediligere carboidrati complessi e integrali in modo da minimizzare le fluttuazioni dell’insulina. Sembrerebbe, inoltre, che la sostituzione di farine raffinate con farine integrali oltre a produrre un effetto positivo sul controllo insulinico è utile anche per la presenza di lignani, componente che svolge un ruolo endocrino attivo a livello pro-estrogenico e anti-estrogenico contribuendo a un miglioramento della fertilità.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ruolo omega-3:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il ricorso a un programma nutrizionale studiato a potenziare l’introduzione di omega 3, derivante da pesce, frutta secca, semi oleaginosi è stato visto che riduce le tempistiche necessarie al raggiungimento dello stato gravidico e migliora la fertilità maschile.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ruolo fumo, alcol e caffeina:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il fumo, oltre ai possibili danni alla salute, svolge un ruolo negativo sia per la qualità dei cicli ovulatori femminili sia per la qualità del seme maschile. L’abuso di caffeina e alcol andrebbe fortemente scoraggiato sia nella fase di concepimento e soprattutto nella fase gravidica per il ruolo teratogeno sul feto.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ruolo micronutrienti:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            In termini di fertilità, è noto come
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           l’acido folico
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            , implicato nella sintesi del DNA, sia fondamentale sia in termini di aumentata fertilità, visto il ruolo svolto nella maturazione del follico, sia in termini di buona riuscita della gravidanza, dato il ruolo svolto nello sviluppo fetale. Diversi studi prospettici hanno evidenziato che l’integrazione con acido folico riduce il rischio di infertilità anovulatoria nella donna. La maggior parte dei soggetti che si sottopongono a tecniche di PMA, procreazione medialmente assistita, viene sottoposta a supplementazione con acido folico con lo scopo di migliorare il numero di ovociti, la qualità embrionale e il tasso di gravidanza.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Grande attenzione sta avendo anche il ruolo dell’integrazione con
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            antiossidanti
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            per ridurre lo stress ossidativo dal momento che sembrerebbe concorrere all’ infertilità idiopatica e alla sindrome dell’ovaio policistico. Da un punto di vista ormonale, gli antiossidanti agiscono riducendo i livelli di androgeni circolanti e minimizzando gli effetti dell’insulino-resistenza. Tra gli antiossidanti particolarmente utile e raccomandata è la vitamina E anche nota come tocoferolo deve il suo nome alla radice greca “tocos” che significa “nascita dei bambini” e al verbo “fero” che significa “portare avanti”. La vitamina E ha un effetto benefico sulla qualità degli ovuli riducendo lo stress ossidativo a livello dei follicoli. Anche la vitamina C agisce come antiossidante riducendo le tempistiche di concepimento. Infine, l’acido alfa-lipoico ha proprietà antiossidanti che sembrano particolarmente utili per la fertilità nelle donne con sindrome dell’ovaio policistico portando a un miglioramento della resistenza insulinica e a una normale ovulazione.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Volendo parlare di
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “dieta per la fertilità”
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            occorre far riferimento ai principi della dieta mediterranea basata sul consumo di cereali integrali, carni bianche, pesce, frutta e verdura fresca, frutta secca e olio EVO. A questi accorgimenti di base si può associare l’integrazione di acido folico, vitamina B12, zinco e antiossidanti.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            In generale le attuali evidenze scientifiche dimostrano come la dieta mediterranea resti il modello alimentare di riferimento per migliorare la fertilità sia maschile che femminile.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ruolo dell’obesità:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Un peso eccessivo può ridurre sensibilmente la capacità fertile sia delle donne che degli uomini. Donne obese presentano un rischio di infertilità anovulatoria 3 volte superiore rispetto alle donne con BMI normale. Già Ippocrate sosteneva che la donna obesa avesse maggiori problemi di concepimento: “l’utero è incapace di ricevere il seme e le loro mestruazioni sono scarse”. Numerosi sono gli studi attualmente presenti in letteratura che evidenziano come l’obesità svolga un ruolo negativo sulla fertilità femminile.  Resta, quindi, necessario la perdita di peso e l’adozione di uno stile di vita attivo sia nella fase di concepimento sia durante la gravidanza per evitare i rischi associati a un aumento eccessivo. Da un punto di vista del meccanismo d’azione con cui l’eccesso di peso agisce sulla fertilità femminile resta fondamentale la funzione endocrino-metabolica svolta dal tessuto adiposo. In particolare è il grasso viscerale, cioè localizzato a livello addominale, che incide maggiormente sul rischio di infertilità femminile. In questi soggetti anche una riduzione del 5% del peso iniziale è in grado di regolarizzare il ciclo mestruale e incrementare i cicli ovulatori. Da un punto di vista endocrino-metabolico il tessuto adiposo agisce aumentando la produzione di androgeni. Abbassando i livelli di proteine di trasporto di questi ormoni e alterando la produzione delle gonadotropine e in particolare aumentando l’ormone luteinizzante. Il risultato ormonale di questa condizione porta a un quadro di iperandrogenemia che influenza negativamente i follicoli ovarici predisponendo ad anovulazione.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Oltre all’influenza endocrino-metabolica il tessuto adiposo svolge anche un ruolo infiammatorio stabilendo uno stato infiammatorio cronico testimoniato dalla presenza di citochine pro-infiammatorie nel liquido follicolare di donne facenti parte di protocolli di procreazione assistita.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In conclusione un’alimentazione mirata, sana e bilanciata svolge un ruolo cruciale in termini di fertilità sia maschile che femminile e soprattutto nel caso di soggetti obesi o sovrappeso in cui il calo ponderale è sempre auspicabile. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/318a8c06/dms3rep/multi/Diete+e+fertilit%C3%A0.JPG" alt="Una donna aiuta una bambina a fare la verticale sulla spiaggia"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/318a8c06/dms3rep/multi/Diete+e+fertilit%C3%A0.JPG" length="33050" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sat, 19 Mar 2022 08:40:20 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.poliambulatoriosanlazzaro.it/dieta-della-fertilita</guid>
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      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/318a8c06/dms3rep/multi/Diete+e+fertilit%C3%A0.JPG">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/318a8c06/dms3rep/multi/Diete+e+fertilit%C3%A0.JPG">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Dieta e Anemia</title>
      <link>https://www.poliambulatoriosanlazzaro.it/dieta-e-anemia</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h1&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Donna e Anemia: Alimentazione
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h1&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
                        
            Il
           
                      &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           ferro
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
                        
            , in quanto micronutriente essenziale per la produzione di energia e componente essenziale dell’emoglobina e della mioglobina, riveste un
           
                      &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           ruolo importante per la salute della donna
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
                        
            e in particolar modo per la salute della donna che pratica sport di endurance (es. corsa, ciclismo…). La donna in età fertile può andare incontro a
           
                      &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           carenza di ferro
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
                        
            (con anemia o senza anemia) a causa del bilancio negativo del ferro cui contribuisce un insufficiente apporto alimentare e la presenza di mestruazioni.
           
                      &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
                        
            Lo stato di carenza di ferro può essere trattato tramite: supplementazione orale, iniezioni intramuscolari o intravenose, approccio dietetico con eventuale introduzione di
           
                      &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           alimenti addizionati di ferro
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
                        
            o naturalmente ricchi di questo micronutriente. Per quanto riguarda i trattamenti basati sull’integrazione bisogna sempre tenere in considerazione, soprattutto per le atlete, i possibili effetti avversi quali: disturbi intestinali, costipazione e nausea e monitorare i dosaggi per evitare sovraccarichi.
           
                      &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
                        
            La
           
                      &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           sintomatologia
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
                        
            con cui si manifesta la carenza di ferro è caratterizzata da
           
                      &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           affaticamento, sensazione di stanchezza e insorgenza precoce di una sensazione di fatica, mal di testa, capogiri e dispnea superiore al normale durante l’esercizio fisico
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           . Si tratta di sintomi non specifici dell’anemia che spesso possono essere associati ad altre patologie o a stress e questo rende la diagnosi di anemia più difficile da diagnosticare e la necessità di ricorrere a esami del sangue specifici. L’anemia resta una condizione che certamente influenza negativamente la performance sportiva dell’atleta e che va, quindi, attentamente monitorata.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           L’
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           anemia sideropenica
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
                        
            insorge quando non c’è abbastanza emoglobina da soddisfare l e esigenze dell’organismo ed è caratterizzata da bassa concentrazione di emoglobina nel sangue e da un basso livello di ferritina. Questo quadro patologico può manifestarsi come conseguenza di un apporto alimentare inadeguato. Essa, infatti, è il risultato di un bilancio marziale negativo in cui la quota di ferro assorbito con la dieta è inferiore al valore totale di ferro perso durante il giorno.
           
                      &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
                        
            E’ possibile fare una
           
                      &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           classificazione del grado di anemia
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
                        
            in funzione della concentrazione di emoglobina [(Hb)] nel sesso maschile e in quello femminile come riportato nella tabella sottostante. (10)
           
                      &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
                        
            ﻿
           
                      &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Fabbisogno di ferro nella donna
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
                        
            I livelli di assunzione raccomandata (LARN) per il ferro sono età e sesso dipendenti. I LARN per la popolazione nelle donne in menopausa sono di 10 mg/die, mentre nelle donne in età fertile di
           
                      &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           18 mg/die.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Fonti alimentari di ferro, assorbimento e biodisponibilità.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
                        
            Il ferro si trova negli alimenti di origini animale sotto forma di ferro eme. Mentre negli alimenti di origini vegetale il ferro si trova sotto forma di ferro non-eme che risulta più difficilmente assorbibile con un’efficienza che varia dal 2% al 20%. L’assorbimento di ferro dalla dieta dipende non solo dalla quantità totale di ferro contenuta negli alimenti, ma anche dal tipo di ferro (eme o non eme) e dalla presenza di promotori dell’assorbimento come la vitamina C e alcuni acidi organici o inibitori dell’assorbimento come fitati, composti fenolici e dalla presenza di calcio nella dieta. Bisogna, inoltre, considerare che la regolazione del bilancio del ferro nell’organismo è anche influenzata dalla concentrazione di ferro individuale e quindi l’assorbimento è influenzato dall’omeostasi interna del soggetto. Questo indica che, aldilà dell’introduzione alimentare giornaliera, l’assorbimento di ferro è fortemente influenzato dalla concentrazione di ferro presente nell’organismo.
           
                      &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Relativamente alle principale fonti alimentari di ferro di seguito sono riportati i valori medi di ferro per 100 gr di alimento riferiti agli alimenti a più alto contenuto di ferro tratti dalle tabelle di composizione degli alimenti del CREA (consiglio per la ricerca in agricoltura e analisi dell’economia agraria) aggiornati al 2019. (11)
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Conclusioni
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
                        
            Da un punto di vista nutrizionale il mantenimento di un bilancio positivo di ferro  e della sua omeostasi nelle donne dovrebbe incentrarsi su accorgimenti nutrizionali che garantiscano
           
                      &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           un aumento totale dell’apporto alimentare di ferro
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
                        
            , e in particolare di ferro eme, e un’attenzione nella
           
                      &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
                        
            composizione del pasto per aumentare la biodisponibilità del ferro.
           
                      &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           A questo proposito, alimenti ricchi di ferro possono essere consumati con frutta e verdura che aumentano l’assorbimento di ferro grazie alla presenza di elevati livelli di vitamina C. Allo stesso modo, bisogna prestare attenzione a quei nutrienti come il tè, il caffè e il calcio il cui consumo nello stesso pasto dovrebbe essere evitato in quanto agiscono da inibitori dell’assorbimento del ferro. La maggior parte degli studi attualmente disponibili supporta l’effetto positivo che gli interventi alimentari hanno sul bilancio del ferro nelle donne che mostrano stati carenziali. 
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 11 Mar 2022 03:31:17 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Dieta ed endometriosi</title>
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      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Endometriosi
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/318a8c06/dms3rep/multi/dieta+ed+endometriosi.JPG" alt="Una donna è seduta alla scrivania con le mani sullo stomaco."/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Quadro generale
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
  &lt;h1&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            L’endometriosi è una malattia cronica a eziopatogenesi multifattoriale che colpisce le donne più frequentemente in età fertile.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h1&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per quanto riguarda i dati di prevalenza in Italia il 10-15% delle donne in età riproduttiva è affetto da endometriosi; la patologia interessa circa il 30-50% delle donne infertili o che hanno difficoltà a concepire. Le donne con diagnosi conclamata sono almeno 3 milioni. Il picco si verifica tra i 25 e i 35 anni, ma la patologia può comparire anche in fasce d'età più basse.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           E’ una malattia causata dalla presenza anomala (ectopica), ovvero dall’impianto di cellule endometriali (l’endometrio è il tessuto che riveste la parete interna dell’utero) normalmente presenti nella cavità uterina, in organi diversi dall’utero, principalmente ovaie, tube, peritoneo, vagina, intestino, superficie degli organi pelvici e raramente su fegato, diaframma, pleura e polmone. Pur essendo una patologia ginecologica, l’endometriosi coinvolge globalmente la salute della donna, con effetti psico-fisici spesso invalidanti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sintomi
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le donne che soffrono di endometriosi riferiscono dolore pelvico, dolore mestruale, dolore durante i rapporti sessuali e meno frequentemente dolore durante la minzione e durante la defecazione, a volte accompagnato dalla comparsa di sangue nelle urine o nelle feci. Il dolore può essere cronico e persistente, ma generalmente i sintomi si aggravano durante il periodo mestruale. Questo perché come avviene nell’endometrio normale, le aree interessate dall’endometriosi sono sensibili ai livelli plasmatici di estrogeni e progesterone e pertanto sanguinano durante il ciclo mestruale causando infiammazioni, cicatrici e aderenze. Per lo stesso motivo, il problema clinico dell’endometriosi si presenta nelle donne in età fertile e prima della menopausa, fase della vita della donna in cui i livelli di estrogeni, invece, calano. Alcune donne lamentano astenia e lieve ipertermia, che può accentuarsi in periodo mestruale, e fenomeni depressivi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’endometriosi è causa di sub-fertilità o infertilità (30-40% dei casi) e l’impatto della malattia è alto ed è connesso alla riduzione della qualità della vita.  Tuttavia, una diagnosi precoce e un trattamento tempestivo possono migliorare la qualità di vita e prevenire l’infertilità.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ruolo dell’alimentazione nell’endometriosi
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Le abitudini alimentari possono aiutare a ridurre notevolmente i sintomi correlati all’endometriosi. Un’alimentazione ad alto apporto di alimenti anti-infiammatori può supportare l’organismo nel contrastare l’infiammazione tipica della malattia. Impostare un programma nutrizionale mirato e personalizzato introducendo alimenti anti-infiammatori e riducendo gli alimenti pro-infiammatori è uno dei modi per ridurre i sintomi della malattia e il dolore associato in aggiunta all’eventuale terapia farmacologica.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Benefici della dieta sull’endometriosi
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Riduzione dei crampi pelvici e della loro frequenza;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Riduzione del gonfiore addominale e miglioramento del processo digestivo;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Miglioramento dello stato di infiammazione;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Riduzione dei livelli di estrogeni locali;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Bilanciamento ormonale
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             Riduzione della sensazione di stanchezza fisica cronica.
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Quali alimenti introdurre in maggiore quantità
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Ruolo Omega 3
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Gli acidi grassi poli-insaturi omega 3 possono essere molto utili nel trattamento dell’endometriosi riducendo la risposta infiammatoria e modulando la funzione delle citochine (molecole ad azione infiammatoria). In particolare l’acido alfa linolenico (ALA) è un acido grasso essenziale che aiuta a ridurre l’infiammazione associata all’endometriosi grazie alla riduzione dell’infiammazione mediata dalle citochine e all’aumentata produzione della prostaglandina PGE1 che riduce il livello di infiammazione addominale determinato dall’endometriosi;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Alimenti ricchi di omega-3
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           : frutta secca, semi di lino, di chia e di zucca, salmone, pesce azzurro di piccola taglia e avocado. In particolare il consumo di olio di pesce ricco di omega 3 concorre nella riduzione dell’attività immunitaria cellulo-mediata e nella riduzione della produzione di citochine pro-infiammatorie.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Ruolo delle Fibre
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Le fibre alimentari aiutano nella regolazione dei livelli ormonali, nel controllo della glicemia e dell’insulina e nella riduzione degli estrogeni. Il consiglio è di includere un buon apporto di fibre in ogni pasto. Nutrienti come i prebiotici, l’inulina e l’oligofruttosio concorrono alla corretta funzione del sistema immunitario il che può contribuire al miglioramento del quadro patologico dell’endometriosi.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Alimenti ricchi di fibre
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           : frutta, verdura, legumi e cereali integrali. Alimenti ricchi anche di proprietà antinfiammatorie, antiossidanti e vitamine.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Quali alimenti introdurre in minore quantità
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Ruolo dei cereali contenenti glutine
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il grano contiene il glutine, le cui proteine (gliadina e glutenina) sono pro-infiammatorie in quanto aumentano la secrezione di chemochine e citochine a cui le donne con endometriosi sono più sensibili. E’ consigliato, quindi, preferire le farine integrali o provenienti da grani antichi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Alimenti da ridurre
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           : pane e pasta con farine bianche, prodotti da forno, brioche.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Ruolo della carne rossa
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La carne rossa favorisce la produzione di prostaglandine pro-infiammatorie e può contenere ormoni della crescita e inquinanti ambientali che possono concorrere negativamente nel quadro della patologia. E’ consigliato privilegiare, quindi, la carne bianca di origine e allevamento controllato (pollo, tacchino, coniglio, vitello).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Carni da ridurre
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           : carne di maiale, insaccati, wurstel, carne in scatola.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Ruolo dei latticini
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            I latticini possono contribuire alla stimolazione della produzione di PGE2 e PGF2a responsabili di acuire i processi infiammatori.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Latticini da ridurre
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           : latte di mucca, capra e pecora, formaggi, panna, burro.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Quali alimenti è consigliato eliminare
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Ruolo degli zuccheri, prodotti raffinati e grassi saturi
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Gli zuccheri semplici causano una reazione infiammatoria e promuovono l’ambiente acido.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Alimenti da eliminare
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            : merendine, biscotti industriali, bevande zuccherate e zucchero raffinato, burro e margarina, prodotti artigianali o fatti in casa fatti con zuccheri e farine ad alto contenuto di glutine.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Ruolo della caffeina
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La caffeina può contribuire all’aumento dei crampi addominali, dei livelli di estrogeni e dei livelli di acidità dell’organismo aumentando le probabilità di infiammazioni. Sono consigliati, invece, gli infusi e il caffè di cicoria.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Alimenti da eliminare
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            : caffè e energy drink.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Ruolo dell’alcol
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’alcol può compromettere la funzionalità epatica e poiché il fegato è essenziale per l’eliminazione degli estrogeni in eccesso dal corpo è fondamentale preservarne una corretta funzione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Alimenti da eliminare
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           : alcolici e superalcolici
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Ruolo di soia, avena, aloe e segale
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La soia è ricca di xeno-estrogeni che sono tossici per i tessuti sensibili agli estrogeni e per la tiroide. Segale e avena sono sconsigliati per l’alto contenuto di estrogeni.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Alimenti da eliminare
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           : derivati della soia, tofu, bevanda vegetale di soia, salsa di soia, lecitina di soia.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ruolo dell’integrazione
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Un’alimentazione sana, varia e equilibrata è la migliore fonte di vitamine e minerali indispensabili per un corretto funzionamento dell’organismo. Tuttavia è possibile integrare alcuni nutrienti specifici per migliorare il quadro della patologia. Tra questi:
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            la vitamina D, la vitamina C in aggiunta con la vitamina E, gli omega 3, omega 6, curcuma, quercitina, metifolato di calcio, acido folico.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In particolare è stato visto in vari studi che un’integrazione combinata di vitamina C e vitamina E potrebbe essere il migliore approccio per abbassare i livelli di stress ossidativo nelle donne affette da endometriosi e per migliorare le probabilità di fertilità. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 03 Mar 2022 21:03:55 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Dieta e sindrome dell’ovaio policistico (PCOS)</title>
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/318a8c06/dms3rep/multi/dieta-e-pcos-4351390a.jpg" alt="Un melograno è tagliato a metà su uno sfondo rosa."/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Quadro generale
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           La PCOS o sindrome dell’ovaio policistico è un disordine endocrino che causa importanti effetti sulla salute della donna sia a livello metabolico che riproduttivo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      
           Da un punto di vista clinico è caratterizzata dall’ingrossamento delle ovaie, dalla presenza di cisti ovariche multiple e da alterazioni a livello endocrinologico e metabolico quali per esempio iperandrogenismo, resistenza all’insulina e conseguente iperinsulinemia. Ha una prevalenza del 5-10% nelle donne e compare nel periodo adolescenziale rappresentando una delle più comuni cause di infertilità nella donna.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La PCOS si inserisce all’interno di un quadro funzionale più complesso che coinvolge il sistema riproduttivo, il sistema endocrino e il quadro metabolico. In generale l’aumentata concentrazione degli ormoni sessuali maschili (androgeni) è la causa della maggior parte delle manifestazioni tipiche della sindrome quali:
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            • Irsutismo e eccesso di peluria sul viso e sul corpo
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            • Acne
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           • Alopecia androgenetica
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           • Irregolarità del ciclo mestruale
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Esiste una notevole variabilità inter-individuale che porta le donne affette da PCOS a presentare gradi di intensità di queste manifestazioni diverse.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
             Sovrappeso-obesità e insulino-resistenza
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Sovrappeso e obesità si riscontrano in circa il 50% delle donne con PCOS con una distribuzione del grasso che tende a essere di tipo centrale cioè localizzata a livello addominale e definita obesità di tipo androide.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            L’insulino-resistenza , caratterizzata da una resistenza sistemica all’ormone, è una condizione che si presenta nel 40% delle donne con PCOS e che può presentarsi con gradi diversi fino a diabete clinico, dislipidemia mista (LDL alte, HDL basse e trigliceridi alti). Tutti questi aspetti rendono le donne con PCOS soggette a un aumentato rischio di sindrome metabolica.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La presenza di sovrappeso o obesità nelle donne con PCOS determina un peggioramento del quadro clinico sia da un punto di vista metabolico che riproduttivo in quanto l’eccesso di peso porta ad un’aumentata prevalenza di insulino-resistenza, diabete mellito di tipo II, peggioramento del profilo lipidico, maggior rischio di sindrome metabolica e quindi malattie cardiovascolari, maggiore prevalenza di oligomenorrea, amenorrea e infertilità, peggior risposta alle terapie di induzione (minor tasso di ovulazione e concepimento), minor percentuale di gravidanze nelle tecniche di fecondazione assistita con aumentata frequenza di aborti spontanei.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Dieta e attività fisica
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Una dieta ipocalorica, la riduzione del grasso corporeo e l’esercizio fisico costante sono assolutamente raccomandati in quanto comportano un miglioramento sia della funzione ovarica sia una normalizzazione del metabolismo glucidico.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Da un punto di vista del trattamento, oltre alla terapia mirata, uno stile di vita sano e attivo e l’eventuale perdita di peso concorrono a tenere sotto controllo il quadro. L’esercizio fisico svolto con regolarità è importante per ridurre la resistenza insulinica, per agevolare la perdita di peso e per migliorare il quadro ormonale. Il miglioramento di tutti questi parametri è utile a ripristinare l’ovulazione e favorire l’effetto dei farmaci utilizzati per l’induzione dell’ovulazione.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Anche una riduzione del 5-10% del peso corporeo e il mantenimento a lungo termine del peso raggiunto rappresenta un vantaggio in termini di salute.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Raccomandazioni dietetiche generali
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            • Adeguato apporto di fibra tramite frutta e verdura;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            • Adeguato consumo di carboidrati integrali (riso, pasta e pane integrali anziché raffinati) con cottura preferibilmente “al dente”;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            • Riduzione dell’assunzione di zuccheri semplici e controllato apporto di carboidrati complessi;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            • Riduzione dell’assunzione di grassi saturi;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            • Preferenza per cotture semplici: cottura al vapore, al microonde, alla griglia, alla piastra, pentola a pressione evitando le fritture e le cotture in padella con olio o grassi aggiunti;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            • Controllo dell’indice glicemico dei singoli pasti;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            • Adeguato consumo di pesce (fresco o surgelato);
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            • Controllo del consumo di formaggi;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           • Controllo del consumo di affettati la cui scelta è limitata a quelli magri;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
             • Adeguato consumo di carne preferibilmente magra e bianca (es. manzo, vitello, pollo, coniglio, tacchino, lonza di maiale, cavallo) eliminando tutto il grasso visibile;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            • Adeguato consumo di legumi (ceci, fagioli, piselli, lenticchie, fave..)
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            • Adeguato consumo di olio extravergine a crudo e/o frutta secca
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           • Adeguata idratazione giornaliera
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Mon, 28 Feb 2022 14:44:50 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Dieta e Sindrome Premestruale</title>
      <link>https://www.poliambulatoriosanlazzaro.it/dieta-e-sindrome-premestruale</link>
      <description>Uno stile di vita sano, un’alimentazione equilibrata e bilanciata in aggiunta a una regolare attività fisica possono contribuire a ridurre i sintomi della sindrome premestruale.</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h1&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nutrienti per il Trattamento della Sindrome Premestruale (PMS)
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h1&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/318a8c06/dms3rep/multi/sindrome+premestruale.JPG" alt="Una donna è seduta sul pavimento e si tiene lo stomaco in preda al dolore."/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           sindrome premestruale
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            è caratterizzata da un’eziologia multifattoriale che dipende da alterazioni dell’asse ormonale di ormoni quali estrogeni, progesterone, aldosterone/renina, alterazioni a livello del sistema nervoso centrale e specialmente a livello di due neurotrasmettitori (GABA e serotonina) e fluttuazioni degli ormoni sessuali. L’insieme di tutti questi cambiamenti ormonali si traduce in un quadro sintomatologico vario e complesso caratterizzato da:
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           -         Sintomi psicologici: depressione, tristezza, ansai, irritabilità;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           -         Sintomi neurovegetativi: letargia e insonnia;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           -         Sintomi comportamentali: demotivazione e isolamento sociale;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           -         Alterazioni dell’equilibrio idro-salino: edema e ritenzione idrica;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           -         Dolore: dolore addominale, dolori generalizzati e mal di testa.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Uno stile di vita sano,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           un’alimentazione equilibrata e bilanciata
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            in aggiunta a una
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           regolare attività fisica
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            possono contribuire a ridurre i sintomi della sindrome premestruale.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ruolo della vitamina D nel Trattamento della Sindrome Premestruale
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La vitamina D insieme al paratormone è il principale regolatore della concentrazione plasmatica di ioni calcio. Dal momento che la sindrome premestruale è correlata ad un’alterazione della concentrazione di ioni calcio è stato supposto che la vitamina D possa avere un ruolo nel ridurre il rischio di Sindrome Premestruale. Numerosi studi, pertanto, testimoniano come aumentare il bilancio di calcio attraverso il consumo di latte e derivati o supplementi di calcio possa contribuire a migliorare i sintomi della sindrome premestruale. Garantire un corretto intake di vitamina D tramite una regolare esposizione al sole e tramite l’alimentazione resta uno dei punti cardini della nutrizione per chi soffre di sindrome premestruale. La posologia della supplementazione di vitamina D è di 400UI/die abbinata a 1200 mg/die di calcio. La vitamina D è presente in natura in alcuni tipi di pesce (salmone e tonno per esempio), olio di fegato di merluzzo e tuorlo d’uovo.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Altri nutrienti coinvolti nel Trattamento della Sindrome Premestruale
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Oltre al calcio e alla vitamina D una varietà di altri nutrienti possono svolgere un ruolo diretto o indiretto nella patogenesi dei disordini mestruali e in particolare della Sindrome Premestruale: tra questi gli acidi grassi essenziali, altre vitamine (es.Vit.B6), carboidrati, alcuni minerali (magnesio e manganese), caffeina e alcol.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Acidi grassi essenziali
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il loro ruolo è legato alla produzione di prostaglandine, sostanze coinvolte nei processi infiammatori, nella modulazione del dolore, nella contrazione muscolare, vasocostrizione e coagulazione. Fonti alimentari di omega-3: pesce azzurro.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Vitamina B6
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La Vitamina B6 può essere utile nel ridurre il dolore associato alla sindrome premestruale. Fonti alimentari di vitamina B6 sono i latte e i suoi derivati, pesce, cereali, patate, spinaci e carote.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Carboidrati
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Un’adeguata introduzione di carboidrati complessi può portare certamente a benefici grazie alla modulazione dei neurotrasmettitori tra cui la serotonina, neurotrasmettitore del “tono dell’umore”. A serotonina è sintetizzata a partire dal triptofano, un amminoacido essenziale presente in vari alimenti tra cui il cioccolato.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
             E’ stato inoltre visto da recenti studi che esiste una relazione significativa tra l’indice glicemico del pasto consumato e l’incidenza della sindrome premestruale.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Magnesio
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La supplementazione con magnesio contribuisce a ridurre i sintomi della sindrome premestruale e in particolare la ritenzione idrica. Fonti naturali di magnesio sono i legumi, i cereali integrali e la frutta secca; ma anche molti tipi di frutta e verdura tra cui la banana.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Caffeina
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La caffeina sembra peggiorare la sindrome premestruale e questo porta a consigliare la riduzione dell’intake di alcaloidi in pazienti che tendono a soffrire di sindrome premestruale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Alcol
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Anche l’assunzione prolungata di alcool certamente aumenta il rischio di soffrire in maniera più intensa dei sintomi tipici della sindrome premestruale.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Come dovrebbe essere la dieta per chi soffre della sindrome premestruale?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           A seconda del soggetto la dieta dovrebbe essere normocalorica o moderatamente ipocalorico in accordo con il peso della paziente, con un buon apporto di alimenti vegetali per garantire un adeguato intake di fibra e ridurre l’indice glicemico del pasto. Il consumo di zuccheri semplici, caffeina e alcolici andrebbe ridotto al minimo. In termini di stile di vita una regolare attività aerobica è fortemente raccomandata in queste pazienti. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
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      <pubDate>Thu, 17 Feb 2022 21:29:19 GMT</pubDate>
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